Candido O UN Sueno Siciliano (Fbula)

ISBN: 8483108542
ISBN 13: 9788483108543
By: Leonardo Sciascia Ana Poljak

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About this book

Per Candido Munafò, giovane mite, testardo e riflessivo, «le cose sono sempre semplici». E sarà appunto il suo desiderio di nominare le cose con il loro nome a procurargli le varie disavventure della sua vita, il cui racconto si articola in una serie di capitoletti che rimandano al Candide di Voltaire.La forma del conte philosophique, particolarmente congeniale a Sciascia, gli permette di assumere la giusta distanza – e dà un passo leggero, aereo a questo libro, che è forse anche il più intimo e segreto fra tutti i suoi romanzi.

Reader's Thoughts

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Premetto di non avere letto il "Candide" originale di Voiltare e cito dalla nota dell'autore: " Non so se il Candide sia servito da formula a cinque o seicento altri libri. Credo di no, purtroppo: ch�� ci saremmo annoiati di meno, su tanta letteratura. Comunque, che questo mio racconto sia il primo o il seicentesimo, di quella formula ho tentato di servirmi. Ma mi pare di non avercela fatta e che questo libro somigli agli altri miei. [...] Se non il risultato, valga dunque l'intenzione: ho cercato di essere veloce, di essere leggero. Ma greve �� il nostro tempo, assai greve"Sciascia scrive questo racconto alla fine del 1977. La guerra fredda �� in piena evoluzione e solo dopo 11 anni il muro di Berlino sar�� crollato. Si narra qui di una Sicilia in pasto al comunismo e, io, stento a riconoscerla. Sar�� che tanto era inscindibile il confine tra comunismo e mafia, sar�� che tanto si �� parlato di DC in Sicilia, ma io, davvero stento a riconoscerla. Le analisi pi�� autorevoli del testo parlano di "insufficienza degli schemi interpretativi" ed �� assolutamente vero, si capisce subito affrontando la lettura (velocissima) di questo racconto. Le situazioni sono per lo pi�� lasciate all'immaginazione del lettore, ovvero si lascia che chi legge completi la vicenda, che ne visualizzi il palcoscenico e metta il punto alle tante discussioni lasciate "per aria". ���<>. Ritrovo di nuovo Torino fra queste pagine. Candido vi si trasferisce insieme alla compagna Francesca. Un segno del destino? O meglio, rivedo il mio passato? Anche io mi sono trasferito da un paesino dell'entroterra alla grande citt�� del Nord-Ovest, ma stavolta piena di pugliesi, non di siciliani. ���E' stato velocissimo, Sciascia, a mio parere. Ma dev'essere stato difficile affrontando una materia del genere, comunismo e cattolicesimo, fusi insieme non si comprende bene come e con quali grandissime contraddizioni, mafia e democrazia cristiana unite saldamente da valori putrefatti e poi Candido, l'emblema del diverso ch�� sempre ricorre parlando di Sicilia e di paesotti. Il <>, come lo chiamano nel paese, o l'<>, solo perch�� �� fuori dallo schema mentale primordiale, perch�� chiede, perch�� �� curioso, perch�� pensa. E' il destino riservato a tutte le anime che, prepotenti, non abbassano la testa a regole ancestrali e ormai decadute, �� il prezzo da pagare per chi vuole evadere, per chi si rende conto che il mondo l�� fuori ha molto da offrire, mentre questo qui dentro puzza solo di marcio. Candido �� insomma l'alter ego di ogni speranzoso migrante disagiato. E' l'emblema della fuga, del cambiamento, della "mina vagante" (per citare Ozpetek). Un gran bel libro, da leggere tutto d'un fiato.

Anna Toniato

In questo libro Sciascia rende omaggio all'amatissimo "Candide" di Voltaire, ma parla, in realtà, del suo tempo , con un racconto filosofico che ha il sapore dolceamaro degli agrumi. Nel romanzo di Voltaire il protagonista era stato allevato secondo l'assunto : "Ci troviamo nel migliore dei mondi possibili". Tale massima veniva poi duramente smentita nel corso dell'opera.Nella versione di Sciascia, invece, tutto può essere ricondotto a due principi di fondo: "Soltanto i fatti contano", e, soprattutto, "Le cose sono quasi sempre semplici". Candido Munafò queste cose le sa bene fin dalla più tenera età ed è in base a queste semplici idee che imposta i propri comportamenti, muovendosi in modo diretto e sincero. Proprio questa sua "spontaneità", questa sua " verità", questo suo personalissimo codice morale finiranno per cozzare con l'ipocrisia, l'avidità, il bigottismo, la piccineria e le vedute strette della società che lo circonda.Consiglio a tutti il libro di Sciascia: chi ama leggere si divertirà per il gioco letterario i vari rimandi a libri"famosi", chi ama pensare troverà diversi spunti di riflessione sui tempi "assai grevi" che non hanno smesso di attraversare l'Italia.

Sonia

Merito alla scuola di avermi fatto odiare un libro di cui tutti dicono bene. Odio Candide e tutto ciò che gli accade. E un po' anche Voltaire per averlo scritto. E la prof per avercelo fatto leggere e rileggere e ancora... sembrava non ci fosse fine al peggio

Maurizio Codogno

Il Candide è una di quelle opere fondamentali per capire come si possa essere "bastardi inside". La satira di Voltaire sbeffeggia tutto e tutti: dal protagonista (nomen omen) al "filosofo" Pangloss alla sfilza di personaggi che si incontrano man mano. Il libro è dirompente ancora oggi, mi immagino due secoli fa...

Mattia Fino

Critica scottante a fascismo, chiesa cattolica e partito comunista. In un tempo in cui parlare era molto più di un semplice atto.

Guido

Sciascia imita il classico di Voltaire, e riesce a conservarne la cadenza: questo è un romanzo dal passo leggero, quasi di fiaba; i capitoli sono brevissimi e illuminati da un umorismo molto delicato ed espressivo. La Sicilia del dopoguerra vi appare come un sogno, nonostante l'inevitabile presenza della politica e della società dell'epoca: l'autore dà l'impressione di aver raggiunto, su questi temi, una profonda maturità, capace di sana ironia, disillusa ma perfettamente consapevole del valore del proprio passato - al di là dei cimeli, delle guerre e delle rivoluzioni.Chi ha letto Voltaire riconoscerà qui uno spirito simile, una struttura familiare ma notevolmente più suggestiva, grazie all'ambientazione più moderna e soprattutto alla qualità della prosa. Candido, nato al termine della guerra, interpreta il suo tempo con grande attenzione, una naturale predisposizione per il ragionamento e una tendenza a vivere tra ciò che deve finire - nella politica, nei suoi affari, negli affetti - e ciò che sta per iniziare. È una persona perfettamente limpida e ingenua: non mente mai, neppure per proteggere i propri familiari; vede i fatti e non le intenzioni, non intuisce la malafede nei comportamenti degli altri; ignora i loro stratagemmi, i loro imbrogli: di tanta genuinità si soffre, e si fa soffrire. L'ostinazione di Candido nel credere che "le cose sono quasi sempre semplici" è commovente, e mi ha riportato alla mente la malinconia di un altro romanzo di Sciascia, letto tanti anni fa ("Una storia semplice"). Dell'indole di Candido ci si invaghisce subito; è inevitabile immedesimarsi, con un po' di presunzione, nelle sue difficoltà, e trovare ingiusta la diffidenza degli altri nei suoi confronti: la stessa madre arriva a definirlo un mostro. Un carattere così, tuttavia, non perde mai forza. Sembra mosso da un istinto invincibile verso la semplicità, la chiarezza nei rapporti con gli altri; eppure le persone capaci di comprenderlo sono molto rare, e spesso insicure.Sciascia è andato, indubbiamente, oltre le sue stesse aspettative; l'umiltà della sua nota finale lo dimostra, sembra quasi volersi scusare per il suo tentativo d'imitazione - ma questo libro possiede una qualità unica, che va ben oltre la semplice parodia del suo antenato. Qualcosa, nelle ore trascorse a leggerlo - l'avvicinarsi dell'autunno, forse - ha dato alle sue pagine una luce speciale. Da tempo non mi capitava una lettura così amichevole e gentile: e devo ringraziare soprattutto Giorgia, che mi ha saputo consigliare un libro tanto prezioso.

Gian_in_paris

Excellent book.A "compte filosophique" in Voltaire's "Candide" fashion but with a Sicilian twist.Very intriguing and helpful read, since it supplies through Sciascia's near contemporary "Candido Munafo"'s life very interesting thoughts about life, politics and of course being placed in Sicily about Mafia. Because of this it also supplies a insider's key into understanding some of today's Italian history. Candido Munafo is infact born in a grotto the day (9th or 10th July 1943) of the Allies desembarkment in Sicily. Enjoy it as you'll want to read it all in one go...

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